Capodanno nella Terra dei Fuochi

La Campania è una terra piena di contraddizioni, complessa, contorta. Per capirla si deve conoscerla, viverla. Spesso i giornali, i mezzi di comunicazione ce ne danno una visione distorta, semplificano i problemi e da qui, poi, nascono i pregiudizi difficili da cambiare!
A Napoli, e nei paesi vicini, abbiamo visto il degrado, sentito il puzzo delle discariche e del compromesso, dell’indifferenza che ti penetra e ti devasta. L’INFERNO. Ma allo stesso tempo, i nostri occhi non hanno mai visto così tanta BELLEZZA. La bellezza nei volti delle persone che nonostante tutto e tutti, nonostante uno Stato assente e politici corrotti continuano a “farsi il culo quadrato” convinte che solo creando comunità, reti di persone, cultura le cose possono cambiare.

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30 DICEMBRE 2013, arrivo al Centro Fernandes

http://www.centrofernandes.it/

La città di Castel Volturno ha visto, negli ultimi 10 anni la sua popolazione passare da circa 20.000 a circa 35.000 residenti effettivi, per via di forti flussi di immigrati provenienti soprattutto dall’ Africa nera. La cittadinanza ha avuto gravi difficoltà ad affrontare l’emergenza, anche per via della mancanza dello Stato. Troppo spesso considera questa situazione come temporanea e fonte di “ogni male”(significante è il risultato elettorale della Lega Nord, 8% ). Così si vive da “separati in casa” con le popolazione immigrata, relegata, spesso abusivamente, nelle periferie. Il centro Fernandes (gestito dalla Caritas e della diocesi di Caserta) si inserisce in questo contesto, cercando di essere punto di prima accoglienza, e di riferimento per chi arriva,  nonostante la difficile situazione e le mille difficoltà. La donazione è composta da mensa, ambulatorio, sportello legale, e, recentemente si è dotata di una struttura di accoglienza per prostitute e ragazze madri. In terra di camorra, la speranza è questo avamposto di accoglienza.

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30 DICEMBRE 2013, incontro con Ciro Scocca ed Anna  De Vita di https://www.facebook.com/AssociazioneRES

L’associazione RES, di cui Ciro e Anna fanno parte, si occupa di promuovere il rispetto per l’ambiente. Tutti devono prendere coscienza del grande degrado in cui versa il loro amato litorale. Per farlo, combattono il camorrista, ma più di tutto i rapporti camorristici esistenti tra politici e nelle istituzioni. Sentono la necessità di fare questo affianco agli immigrati, che considerano parte integrante della società. Ma sentono anche il bisogno di un nostro aiuto per monitorare il loro territorio. Secondo loro, infatti senza associazioni diverse provenienti da luoghi diversi un vero controllo non è possibile. C’è il rischio altrimenti, che la cittadinanza attiva venga sgretolata dal “Vojo stà quieto”. Questo motto è la rovina di un popolo e la vittoria dell’individualismo, che ha portato a rinforzare i rapporti camorristici all’interno delle istituzioni. Per lottare contro queste tendenze, dobbiamo fare scelte fuori dagli schemi, scelte che agli altri farebbero schifo. Ma dobbiamo anche saper gestire la paura: davanti alla paura e alle minacce non bisogna abbassarsi, ma controllarsi e dimostrare che si crede fermamente in quello che si sta facendo. Dentro di loro, c’è poi una grande speranza: la scuola. Solo con la formazione, l’istruzione e la cultura le cose potranno davvero cambiare.

30 DICEMBRE 2013, cena a Pomigliano con il vicepres. della Camera Luigi di Maio e gli attivisti di http://www.pomigliano.org/

Casal di Principe, Aversa, Castelvolturno, Caserta, Pomigliano: una volta “Campania felix” oggi terra dei fuochi. Nel viaggio dentro questa follia di imprenditori senza scrupoli, camorra, silenzi omertosi si nota il vuoto totale o peggio la responsabilità della politica. L’incontro con il vicepresidente della camera di deputati Luigi Di Maio e con gli attivisti di Pomogliano dà uno spaccato e una lettura degli ultimi vent’anni di totale disinteresse, o meglio, corruzione di coloro che dovevano promuovere e tutelare il bene comune. Alla camera dei deputati, racconta Luigi, solo oggi viene tolto il segreto sulle deposizioni del pentito che ha rivelato la vastità del fenomeno e la criminalità del mancato intervento di una classe dirigente che, a livello nazionale, conosceva meglio di qualsiasi altro cittadino la situazione dello sversamento di rifiuti tossici proprio mentre si stava svolgendo. Nel dialogo ci ha fatto comprendere come bisogna aver il coraggio di fare nomi e cognomi di personalità che ancor oggi godono di troppa buona reputazione mentre politicamente sono i responsabili di questo fenomeno che non ha precedenti in un paese che in maniera vuota si richiama ai valori di democrazia e partecipazione. Che senso ha parlare di questi alti ideali se poi la salute stessa di intere popolazioni viene svenduta per denaro sporco da coloro che dovrebbero tutelarla? Altri argomenti sono stati trattati ma questo era lo scopo della visita in una terra ferita e umiliata dalla insaziabile sete di soldi e dalla stupidità di chi, per questo, uccide le future generazioni.

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31 DICEMBRE 2013, nella Terra dei Fuochi con Enzo Tosti di http://www.coordinamentocomitatifuochi.org/

E’ a causa della disinformazione che il problema dell’inquinamento ambientale viene percepito come una questione solo della Campania. In realtà ci riguarda e ci coinvolge da vicino: primo, perché i rifiuti non solo provengono in buona parte da industrie settentrionali ed europee, ma vengono smaltiti abusivamente anche in molte altre zone d’Italia (in ultimo, i rifiuti ad alta tossicità scoperti lungo l’autostrada A4); secondo, perché l’inquinamento è nell’aria che tutti respiriamo e nell’acqua che beviamo (si tenga presente che l’avvelenamento della falda acquifera campana provocherebbe la chiusura degli acquedotti anche di buona parte di Puglia e Calabria); terzo, ed ultimo, perché se non capiamo che siamo tutti noi italiani a dover cambiare stile di vita e di economia eliminando radicalmente tutto ciò che l’ambiente non è in grado di sostenere, alimenteremo solo un commercio di illegalità ed una produzione di morti.

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31 DICEMBRE 2013, a pranzo da Peppe Pagano: http://www.ncocooperazione.com/

Di Peppe Pagano colpisce la determinazione nel perseguire i suoi obiettivi. Non gli basta il suo lavoro con i ragazzi con problemi psichici, Peppe si appassiona a modelli economici per combattere veramente la mafia dove è più forte. Dalla sua idea di creare un’economia alternativa e lontana dalle mani dei boss, nasce NCO (Nuova Cucina Organizzata), che riprende l’acronimo della camorra di Cutolo e lo sfotte; lo fa diventare una cosa “bella”. La bellezza è creare un ristorante dove possano lavorare i ragazzi con handicap della comunità e dove si possa cenare con prodotti di qualità della terra campana (perché chi “mangia sano mangia campano”). Peppe ci insegna che la Campania e l’Italia non hanno bisogno di eroi: quando chi fa il proprio dovere viene visto come un eroe, si sta in un sistema marcio.

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1 GENNAIO 2014, incontro a Napoli con Antonio e Marco de http://www.iltappetodiiqbal.it/

Strappare i ragazzi alla strada e alla camorra con la risata e con la bellezza, è l’obiettivo del tappeto di Iqbal. Sfruttare l’orgoglio dei giovani di Barra per farli salire su dei trampoli, e poi prendergli le mani quando stanno per cadere, è il primo passo. Creare, partendo dai ragazzi, una comunità che abbandoni il sistema attuale, è la via da seguire. Soli, contro le istituzioni, contro la mentalità, contro la gente stessa. Una storia fatta di continui alti e bassi, ostacolati da sindaci e assessori, fino ad arrivare ad essere premiati come miglior progetto europeo. Ce la raccontano Marco e Antonio, due ragazzi a loro volta “liberati” da Giovanni, e che adesso lottano al suo fianco. Due storie simili, frutto di una realtà dove i ragazzi abbandonano la scuola molto presto, e si ritrovano dentro i clan ancora prima; e dove tante ragazzine si scoprono incinta a 17 anni, sedotte e abbandonate da 30enni che ne approfittano della loro ingenuità. Dove hai almeno un parente che è, o è stato in prigione, e dove le madri, che spesso si ritrovano sole, preferiscono mandare i loro figli a lavorare. Festeggiare il carnevale con giocolieri e musica; portare dei “pezzi di circo” ai bambini nei giorni di Natale; guardare insieme, un cartone animato alla sera. Sono tante piccole azioni, quelle che rimbombano come un tuono nei silenziosi e immobili quartieri di Barra.

1 GENNAIO 2014, dopocena con Giovanni Savino e Monica Paolillo de http://www.iltappetodiiqbal.it/

Non è il caffè preso alle undici di sera a svegliare il cervello, troppo abituato a dormire. È l’urlo del silenzio attorno a chi si sveglia la mattina e si fa il culo quadro. Gli si fa un applauso? No. Qualcuno lo va ad incoraggiare? No. Si preferisce delegare all’esercito, alla polizia, all’assistente sociale, al “professionista dell’antimafia”, alla fiaccolata, alla grande frase che ti fa da bandiera appiccicata sulla maglietta. Però così a battere la camorra proprio non ce la facciamo. Così succede soltanto che quando alle manifestazioni si canta “chi non salta camorrista è”, la camorra è lì che ride e che salta con te. Succede che quando riduciamo una riflessione ad un motto, dimentichiamo le premesse. Ci scordiamo l’idea che la paura di star vivi tiene concentrati. Perchè in una guerra, l’obbiettivo non è fare l’eroe per niente, ma è vincere. E’ prendere i bambini dalla strada e toglierli dal loro destino. E’ dare una mano a chi si sveglia la mattina e si fa il culo quadro, semplicemente perchè è dei nostri. Se si costruisse comunità, dentro la coesione la camorra non riuscirebbe a penetrare. Quando lo faremo, vinceremo noi. 

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2 GENNAIO 2014, con Delio e Mario in giro per il rione Sanità

Il ponte della Sanità rappresenta bene la situazione napoletana. I desideri di alcuni prevalgono e schiacciano i desideri dei molti, così come il ponte della Sanità ha trasformato un ricco  quartiere nobiliare un quartiere degradato. Oggi la situazione è analoga. L’inquinamento della Campania ( e non solo) porta vantaggio ai pochi, che, prima con i rifiuti e ora con le bonifiche, guadagnano sulla pelle dei molti. Esemplare è il caso di Bagnoli, dove le opere di bonifica hanno sensibilmente peggiorato la situazione. Quello che è mancato nel caso di Bagnoli (ma non solo) è un sistema di controlli adeguato. Come per l’inquinamento, anche nel Rione Sanità, il coordinamento e la comunicazione sono fondamentali perché queste varie realtà possano crescere e cambiare in meglio la realtà che li circonda. Rione Sanità infatti non è solo degrado, è anche altro. È piena di bellissime opere: il Cimitero delle Fontanelle, i palazzi del tardo Seicento e la chiesa di Santa Maria della Sanità. Lì c’è la sede della missione di padre Alex Zanotelli. Lì un parroco locale apre un bed&breakfast nella canonica, creando opportunità di lavoro e speranze.

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In attesa del documentario con i video di queste belle giornate, ringraziamo tutti gli amici che abbiamo incontrato, quelli che ci hanno pensato da casa e quelli che conosceremo con le attività di quest’anno… Buon 2014!

Qui i luoghi che abbiamo visitato:


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