Vientos de pueblo en el camino

Inti Europeos

inti europeosUn papa de América del Sur está enseñando a los ciudadanos de Europa los valores de la solidaridad en que se fundamenta la casa común, llamada Unión Europea. Si cambiamos algunas palabras de las canciones de los Inti Illimani podrían aprender mucho más… Gracias América Latina!


Vientos de pueblo
De nuevo mi Europa se mancha
con sangre inocente
de los que miran la libertad
y tienen las manos negras.
Los que quieren dividir
a la madre de sus hijos
quieren reconstruir
el muro por detener Cristo.
Quieren ocultar la infamia
que legaron desde siglos,
pero el color de asesinos
no borrarán de su cara.
Ya fueron miles y miles
los que entregaron su sangre
y en el mar embravecido
multiplicaron los panes.
Ahora quiero vivir
junto a mi hijo y mi hermano
la primavera que todos
vamos construyendo a diario.
No me asusta la amenaza,
patrones de los muros,
la estrella de la esperanza
continuará siendo nuestra.
Vientos del pueblo me llaman,
vientos del pueblo me llevan,
me esparcen el corazón
y me aventan la garganta.
Así cantará el poeta
mientras el alma me suene
por los caminos del migrante
desde ahora y para siempre.
Traduzione Vientos de pueblo Ancora la mia Europa si macchia di sangue innocente di quelli che cercano libertà ed hanno le mani nere. Quelli che voglion dividere la madre dai propri figli voglion ricostruire il muro per non far passare Cristo. Voglion nascondere l’infamia che hanno addosso da secoli, però il colore di assassini non lo cancelleranno dalla faccia. E già son stati a migliaia quelli che hanno dato il sangue e nel mare impetuoso hanno moltiplicato i pani. Adesso voglio vivere insieme a mio figlio e mio fratello la primavera che tutti costruiamo giorno per giorno. Non mi spaventano le minacce, padroni dei muri: la stella della speranza continuerà ad esser nostra. I venti del popolo mi chiamano, i venti del popolo mi spingono, mi strappano il cuore a pezzi, si avventano alla mia gola. Così canterà il poeta quando la morte mi porterà per i sentieri del migrante da adesso, e per sempre.

Non riesco a togliermi un pensiero

ImmagineJe suis l’autre, dopo Parigi Salam: 03, pensieri di Jean all’alba del 14 novembre.

È da quando ho sentito degli attacchi di ieri sera che non riesco a togliermi un pensiero dalla testa, e che sento la necessità di scrivere e condividere: perché un evento del genere suscita in me tanta confusione? Perché non mi sono mai chiesto quanti morti facessero i bombardamenti americani o francesi in Siria ed Iraq prima di oggi? Perché se sento parlare di migliaia di persone morte cercando di raggiungere le nostre terre non mi sento ferito fino a questo punto? Eppure sono tutte persone morte, proprio come le vittime degli attacchi terroristici di ieri sera. Lo so, è sempre brutto comparare eventi così tragici, ma molte volte si tratta di stragi ancora più grandi, che però non riescono a toccarmi così profondamente. Perché? Forse perché, come molti suppongono, ad essere attaccati non sono solo esseri umani, ma gli stessi valori che caratterizzano noi occidentali… ma quali valori? Diritto alla vita? Libertà? Autodeterminazione?
Ho provato ad immaginare una società occidentale che lotta per i propri valori. Ho provato a immaginare uomini in carriera, studenti, politici, disposti a morire in nome della democrazia. Ve lo immaginate voi un “terrorista democratico”? Immaginate lo stereotipo di persona realizzata nella nostra cultura che lascia la propria vita agiata e che si arma di bombe per farsi esplodere all’interno di una moschea? Proprio no! Sarebbe una contraddizione. Se la nostra società si basa su valori come la libertà e l’egualianza, non potrò mai io, soggetto libero ed eguale, privare me stesso ed altri individui della propria libertà di autodeterminarsi. Ma allora perché saremmo pronti a sostenere un attacco contro altre persone? Perché non ci preoccupiamo delle morti civili che potrebbe portare una guerra? Perché siamo ancora qui a discutere su quante persone deve prendersi ciascun paese, lasciando continuare le stragi che il nostro tergiversare comporta? Certo, tentare di privarli della loro dimensione umana è sempre stato efficace: etichettarli come terroristi, islamisti, migranti, rende sicuramente tutto più facile. Eppure restano sempre esseri umani! Ma questa non è una mia opinione, né l’opinione di qualche perbenista. È l’opinione della stessa nostra cultura che oggi sentiamo violata. L’uomo che si autoistituisce, che decide la propria morale autonomamente, che si presenta come uomo in quanto tale prescindendo da qualsiasi appartenenza, è frutto del nostro pensiero filosofico. Prima abbiamo donato un’umanità ad ogni individuo, adesso siamo disposti a sacrificarla in nome degli stessi valori da cui deriva.
Mi verrebbe da cedere a questo punto ad alcune teorie che vedono nell’essere umano occidentale solamente un soggetto di bisogni. Mi verrebbe da dare ragione a pensatori che vedono nel progetto di uomo liberato sole motivazioni economiche. Che vedono nella società e stato moderno occidentale un tentativo di costruire un ordine stabile che permetta all’individuo economico di prevedere, di calcolare; perché i nostri valori, i nostri fini, sono solo la voglia illimitata di accumulare, di possedere. Abbiamo bisogno di sicurezza che ci consenta di continuare ad acquistare senza limiti e senza che nessuno interferisca.
E allora tutto tornerebbe. Il terrorista che colpisce nel cuore della nostra cultura mette a repentaglio il nostro ordine, e quindi deve essere colpito. Il migrante porta povertà, e quindi non deve essere accolto. Il politico che incita all’odio razziale o religioso, il commentatore di Facebook che propone di dare fuoco ai migranti, loro no! Loro invece non attaccherebbero i nostri veri valori. Diritto alla nostra vita, diritto alla nostra libertà…

Non riesco a togliermi questi pensieri dalla testa.

Planning our future

Trento, 23 Aprile 2015

IMG_20150423_160552Durante l’ultima riunione di coordinamento presso il nostro bar di fiducia ci siamo aggiornati sui prossimi appuntamenti e scadenze tra cui il progetto “Un’Italia in Comune” per il quale abbiamo ancora bisogno di qualche persona che se ne occupi per farlo partire al meglio! Abbiamo discusso anche di nuove proposte sia per il breve che per il lungo periodo: sono state proposte la partecipazione a un ciclo di conferenze inerenti la questione israelo-palestinese e in maggio, una gita sulle trincee del Nagià Grom sulle orme della Grande Guerra in occasione dell’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia. Da non dimenticare l’appuntamento con i ragazzi di Essere in Europa con la Caccia al Tesoro per il centro storico di Trento: un’occasione imperdibile per scoprire nuove cose sull’Europa! Un altra idea è quella di trascorrere un week end a Milano in giugno per dare un’occhiata e farci un idea sulla tanto chiacchierata Expo. Per quanto riguarda la nostra estate ci sarebbe l’occasione di stare assieme per la Giornata del Rifugiato del 20 giugno, e sempre in quel periodo un paio di giorni in Toscana per tracciare il bilancio di quest’anno di Divieto di Sosta.  A livello di coordinamento siamo partiti con l’iniziativa del “Libro volante” per condividere libri, riflessioni e pensieri in libertà! Qui sotto troverete riassunte le date più importanti.

Stay tuned!

28-29-30 aprile: Ciclo di conferenze “Occupare un territorio”
16 maggio: festa dell’Europa con Essere in Europa
19 maggio: primo incontro di formazione con Un’Italia in Comune
24 maggio: giro sul Nagià Grom
29 maggio- 2 giugno 2014: Festival dell’Economia