Vientos de pueblo en el camino

Inti Europeos

inti europeosUn papa de América del Sur está enseñando a los ciudadanos de Europa los valores de la solidaridad en que se fundamenta la casa común, llamada Unión Europea. Si cambiamos algunas palabras de las canciones de los Inti Illimani podrían aprender mucho más… Gracias América Latina!


Vientos de pueblo
De nuevo mi Europa se mancha
con sangre inocente
de los que miran la libertad
y tienen las manos negras.
Los que quieren dividir
a la madre de sus hijos
quieren reconstruir
el muro por detener Cristo.
Quieren ocultar la infamia
que legaron desde siglos,
pero el color de asesinos
no borrarán de su cara.
Ya fueron miles y miles
los que entregaron su sangre
y en el mar embravecido
multiplicaron los panes.
Ahora quiero vivir
junto a mi hijo y mi hermano
la primavera que todos
vamos construyendo a diario.
No me asusta la amenaza,
patrones de los muros,
la estrella de la esperanza
continuará siendo nuestra.
Vientos del pueblo me llaman,
vientos del pueblo me llevan,
me esparcen el corazón
y me aventan la garganta.
Así cantará el poeta
mientras el alma me suene
por los caminos del migrante
desde ahora y para siempre.
Traduzione Vientos de pueblo Ancora la mia Europa si macchia di sangue innocente di quelli che cercano libertà ed hanno le mani nere. Quelli che voglion dividere la madre dai propri figli voglion ricostruire il muro per non far passare Cristo. Voglion nascondere l’infamia che hanno addosso da secoli, però il colore di assassini non lo cancelleranno dalla faccia. E già son stati a migliaia quelli che hanno dato il sangue e nel mare impetuoso hanno moltiplicato i pani. Adesso voglio vivere insieme a mio figlio e mio fratello la primavera che tutti costruiamo giorno per giorno. Non mi spaventano le minacce, padroni dei muri: la stella della speranza continuerà ad esser nostra. I venti del popolo mi chiamano, i venti del popolo mi spingono, mi strappano il cuore a pezzi, si avventano alla mia gola. Così canterà il poeta quando la morte mi porterà per i sentieri del migrante da adesso, e per sempre.

Appello della società civile per i migranti

Ci sembra importante condividere questo appello del Cild cofirmato da moltissimi enti, che si stanno occupando di migranti da anni. Lo spaventoso eccidio di sabato notte richiede una risposta, giovedì il summit UE deciderà della vita di migliaia e migliaia di persone e non possiamo tacere. E’ necessaria infatti una decisione comune come suggerita dal Cild. Per aderire: info@cilditalia.org

CatturaQuesto è un appello della società civile italiana. E’ una richiesta che vuole una risposta rapida perché quello che sta affrontando l’Italia è un momento delicato: come era facilmente prevedibile, gli sbarchi si stanno intensificando.

Secondo l’UNHCR “Il numero di arrivi via mare nei primi tre mesi del 2015 è sostanzialmente uguale al dato del 2014 quando l’operazione Mare Nostrum era in pieno svolgimento”.

Ad oggi, in poco più di tre mesi, si sono registrati più di 1500 tra morti e dispersi in mare, un numero più di 30 volte superiore a quello del 2014. Questa è la prova che, come già denunciato in un precedente appello, la fine di Mare Nostrum non è servita a diminuire il numero di persone in arrivo ma, anzi, ad aumentare il numero delle morti in mare.

Nel giro di poche ore il nostro paese potrebbe trovarsi a fare i conti con un sistema d’accoglienza che, da tempo, le organizzazioni denunciano essere già al collasso. Le migliaia di persone in arrivo sono uomini, donne e bambini in fuga da conflitti e regimi oppressivi. E’ loro diritto ricevere, e nostro dovere garantire, protezione e accoglienza, anche in base ad accordi internazionali di cui l’Italia e l’Europa sono firmatarie.

Per questi motivi chiediamo:

– agli Stati Membri dell’Unione europea, alla Commissione europea e al Parlamento europeo, di stabilire regolari operazioni europee di ricerca e soccorso in mare delle imbarcazioni in difficoltà (SAR), anche oltre il limite delle 30 miglia marine;

– al Governo italiano di predisporre un piano strutturale e di accoglienza “diffusa” che garantisca, entro luglio 2015, la trasposizione delle Direttive europee 2013/32 e 2013/33 – denominate Direttive “accoglienza” e “procedure” – al fine di superare definitivamente la logica emergenziale. In particolare, il Governo deve facilitare la dismissione dei maxi centri profughi (CARA) e di un sistema di accoglienza straordinaria formale e informale, scarsamente efficiente e incapace di garantire protezione, accoglienza, integrazione e talvolta caratterizzato da collusioni con la criminalità organizzata;

– al Parlamento italiano e alla sua nuova Commissione d’inchiesta parlamentare su CIE, CARA e centri per migranti (inclusi i CAS) di monitorare rigorosamente i sistemi di prima e seconda accoglienza.

Il poster di Open Society

Il poster di Open Society: https://twitter.com/OpenSociety/status/590302218001186816/photo/1